Il mio primo maestro

foto tratta da
https://www.concertodautunno.it/120000-varie/120617-fondazione006.JPG

Il mio primo insegnante delle elementari è stato il maestro Guido Torciani. Era l’anno 1989 e io timidamente e senza conoscere nessun bambino cominciavo la prima elementare. Mia mamma mi accompagnò in classe e mi fece sedere accanto a un bambino, Alessandro. Con lui avrei iniziato altri 13 anni scolastici insieme e ancora oggi siamo amici. Il Maestro Torciani (e chi si sarebbe sognato di chiamarlo Guido!) era un uomo di una certa età, con i capelli brizzolati per non dire bianchi, la barba folta e brizzolata (per non dire bianca), gli occhiali spessi, la voce profonda e l’aria mite.

Il Maestro Torciani divenne in breve tempo una specie che avvicinava più al campo del divino che non a quella dell’uomo. Aveva carisma. Sapeva farsi amare e rispettare senza bisogno d’altro che della sua presenza e del suo sorriso.

Il Maestro Torciani ci leggeva Cipì, del bravissimo scrittore Mario Lodi. In classe non volava una mosca. Qualcuno piangeva. Le emozioni erano tangibili. (Per chi fosse interessato, vi linko ad Amazon per il formato copertina morbida e Kindle. Bellissimo, leggetelo!)

A volte andavamo in palestra e il Maestro come premio ci faceva il tiro-forte-del-maestro. Non ne ho mai parato uno, ma il fatto che Maestro giocasse con noi era qualcosa di speciale. Un dono prezioso.

Il Maestro Torciani mi chiamava Bastiano. Bastian contrario. Chi mi conosce bene sa che anche su questo aveva ragione.

Al termine della seconda ci disse che sarebbe andato in pensione. In un cupo silenzio regalò ad ognuno di noi un suo oggetto. I suoi oggetti della scuola. Ricordo che a Tommaso andò il libro di Cipì. A me toccò un altro pezzo pregiato. Un aereo della Galbani che aveva dei pesi sulle ali e il baricentro praticamente sulla punta. Era un oggetto che aveva del magico perchè stava in equilibrio in un modo particolare. Lo guardavamo spesso ed era un’altra di quelle cose che ci lasciava a bocca aperta. Lui andò in pensione e in classe ci fu la sommossa. I bambini minacciarono di non andare più a scuola. Il Maestro si commosse, ma fu tutto vano. Fu un po’ come rimanere orfani. Cambiò tutto. Maestre (3 maestre: si passò al modulo) e orario (facevamo anche dei pomeriggi). Nulla fu più come prima.

Il maestro Torciani insegnava anche musica. E’ un violinista, come il figlio, che credo insegni ancora al Vittadini. Ma non è stato lui a farmi avvicinare alla musica, anche se ci cantava “La gatta” di Gino Paoli. Proprio il Vittadini però fu il teatro di una scena che porto sempre nei miei ricordi preferiti. Tutti e due eravamo seduti vicini su una panchina ad aspettare. Lui credo il figlio, io la mia lezione di Teoria e Solfeggio. Lui non mi aveva riconosciuto. Io benissimo. Erano passati circa 10 anni. Mi sono fatto coraggio e mi sono presentato. Gli ho raccontato in 10 minuti il suo pensionamento visto dai nostri occhi e di quanto gli avevamo voluto bene e di quanto fosse stato traumatico il distacco da quella figura mitologica che era. Si commosse e mi ringraziò e mi abbracciò e mi baciò. Era felice di aver lasciato un segno nelle nostre vite.

Il Maestro Torciani l’ho rivisto anche di recente. L’ho fermato. Ero in bici con i miei gemelli nel carrettino. Non si ricordava più di me. Era un po’ imbarazzato che la memoria gli facesse cilecca, ma chissà quanti bambini avrà visto nella sua vita e, a distanza di 30 anni, è pure comprensibile.

Al Maestro Torciani gli ho proprio voluto bene.

Nella mia vita il Maestro Torciani un segno l’ha lasciato di sicuro. Per me a distanza di anni rimane un modello di Maestro. Uno dei miei modelli a cui ispirarmi quando, a mia volta, mi trovo a fare il maestro. E chissà che quando io sarò vecchio, qualche alunno venga a sedersi di fianco a me e non mi ricordi di quando facevamo lezione insieme. Mi commuoverò, lo ringrazierò, lo abbraccerò e lo bacerò..

Ps: il Maestro Torciani non è mica un musicista qualsiasi… Questo è un estratto del suo curriculum trovato in rete: Ha compiuto gli studi presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Ha al suo attivo un passato di solista e di esecutore in gruppi cameristici ed in formazioni orchestrali. Negli anni ’70 ha formato il Quartetto di Pavia col quale,come primo violino, si è esibito in importanti città italiane collaborando con ia “Gioventù musicale d’ Italia”. E’ stato primo violino e direttore dell’orchestra ” Città di Pavia” ed ha insegnato violino per quarant’anni all’Istituto Vittadini di Pavia.