Sedute di musicoterapia per la terza e quarta età

Sedute di musicoterapia per la terza e quarta età

Musicoterapia per la terza e la quarta età

La Musicoterapia per la terza e la quarta età nasce per la necessità di riconoscere il giusto valore alla vita umana, anche in situazioni difficili come i casi di persone affette da malattie quali l’Alzheimer, il Parkinson, o semplicemente bisognose di cure, a 360 gradi, a causa dell’età.
Ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione fisica o mentale, è unica, irripetibile, preziosa. Ad ogni persona deve essere data la possibilità di esprimersi per quanto glielo consentano i propri mezzi, non fermandosi all’apparenza ma esplorando fino in fondo le potenzialità nascoste, bloccate o imprigionate in stereotipie o in comportamenti insensati.

Così come ogni persona è unica e irripetibile, allo stesso modo la musicoterapia deve essere adattata al contesto in cui viene applicata. Al centro ci sono le persone, la relazione con esse, il loro benessere.
Il principio cardine della musicoterapia è la strutturazione di relazioni empatiche, che si attua attraverso l’utilizzo condiviso degli oggetti intermediari (strumenti, ma anche il corpo, o oggetti di uso comune).
Il cosiddetto “dialogo sonoro” permette a chi vi partecipa di sentirsi coinvolto, vivo, creativo: parte fondamentale ed unica di un insieme gioioso e festante.

Per consentire che il dialogo sonoro fluisca liberamente è necessario che le sedute non siano rigide, ma basate su un approccio libero e strutturato di volta in volta sui “suggerimenti” espliciti ed impliciti proposte dai partecipanti, tenendo conto delle possibilità di tutti e valorizzando le peculiarità dei singoli.

Le principali aree di intervento sulla persona riguardano il corpo, la mente e lo spirito.
Nelle sedute il corpo viene ad assumere una valenza importante: si promuove il movimento, l’orientamento spazio-temporale; si favorisce il contatto, con gli strumenti, col conduttore e con gli altri partecipanti; si svolgono “esercizi” per stimolare i sensi. Il corpo viene vissuto come parte sana, viva e pulsante.

Una peculiarità degli anziani è senz’altro il ricordo. Con le demenze anche i ricordi sembrano abbandonare la persona. Gli ascolti musicali diventano così uno dei pochi strumenti in grado di riattivare questa area: una musica, un suono, un rumore, attivano la mente, riaccendono collegamenti sopiti. Suonare invece è allenamento mentale puro e semplice: necessita di attenzione, concentrazione, ascolto, creatività, regole. Toglie dall’isolamento e congiunge con gli altri.

Intimamente collegato a questi aspetti sono le emozioni, forti, che si percepiscono collegate alle musiche che si ascoltano. Le canzoni riportano alla mente i ricordi, e i ricordi sono intimamente collegati alle emozioni. L’attività di riportare alla memoria i ricordi e le emozioni, mantiene vitali le persone, e rallenta il processo di deterioramento di questa abilità.

Nelle sedute vengono alternate pratiche attive e ricettive, in generale in base al contesto e di volta in volta sulla scorta di quanto “suggerito” dai partecipanti. Le attività variano quindi dall’ascolto di brani richiesti, all’improvvisazione musicale, al canto, ad esercizi di mobilità sulla musica. Saranno inseriti anche elementi di drammatizzazione teatrale e di espressione corporea come supporto all’attività musicoterapica.

Le sedute sono a cadenza settimanale, della durata variabile da 45 minuti a 1 ora e 30 minuti, sulla base del tipo di attività e della composizione dei gruppi.

Per contatti

Operiamo in tutta Italia: Trentino-alto adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Valle d’ Aosta, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Sardegna, Calabria, Sicilia. Per informazioni, potete contattarci alla mail segreteria@laboratorimusicali.org

 

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