Scrivere una canzone: il songwriting

Da molti anni conduco il gruppo de “Le mille e una nota”, il gruppo di musica dei centri diurni di salute mentale de “La casa del giovane” di Pavia. E’ un gruppo di adulti, e a me piace lavorare con gli adulti. Un giorno di qualche anno fa, Vincenzo, un amico che conosco da tanti anni, una delle persone con la più vasta cultura musicale che conosca, mi disse che gli avrebbe fatto piacere provare a scrivere una canzone.

Io sono sempre aperto alle novità. Fino ad allora avevamo sempre suonato o ascoltato musica e parlato di noi. Ci mettemmo ognuno col proprio foglio a scrivere. Eravamo 7-8 persone. Venne fuori qualcosa di incredibile. Come una diga che si rompe. In un paio d’ore di lavoro ognuno era riuscito a tirare fuori qualcosa. Qualcosa di suo, di speciale. Qualcosa che era rimasto lì, sulla punta della lingua, e non sapeva come uscire.

Per chi come me ha il compito di lavorare con le emozioni e la musica, fu come se un minatore avesse scoperto un filone d’oro inciampando in un sasso, o un petroliere il petrolio facendo la buca nella sabbia al mare col figlio. Un vero tesoro grezzo.

Scrivere una canzone…e suonarla!

A quel tempo non avevo idea o quasi di come si tenesse in mano una chitarra. Oggi non è cambiato molto, ma almeno so di non sapere. Allora neanche quello. Sapevo fare il primo pezzo di Napulè, Curre curre guagliò, la pizzica. La+, La-, Sol+, Re+, Mi-, Mi+. Non mancava niente, insomma. Con quelle somme conoscenze musicali, arrangiai prima 3 poi 4, 5, 6 pezzi. In due tre lezioni ognuno aveva la sua canzone da cantare. Un successo. Certo, non erano brani complicati o con grandi passaggi di tonalità, come ben si può immaginare, ma a noi non ce n’è mai fregato niente dell’estetica sopraffina. Badiamo al sodo. Ne ricordo una in particolare. Il ritornello faceva “Amore per me stesso, fiducia per il prossimo, io voglio dare il massimo e voglio stare su”. Un manifesto, un inno. Detto da chi si sente un po’ giù…. il massimo!

Parole, parole, parole

Il tempo passava, e il raccoglitore si ingrandiva. Tante canzoni sono state scritte in questi anni, e nel frattempo anche il Maestro Egi, seppur di coccio, qualcosa l’ha imparata. Negli anni a casa del giovane sono state scritte e portate a termine una trentina di canzoni, mentre tra pezzi iniziati e non finiti, finiti e non ancora musicati, musicati ma non definitivi, credo che il conto si aggiri sui 150. L’esperienza di scrivere è stata per me una rivelazione. Vedere la facilità con cui le parole, le emozioni, i pensieri più difficili riuscissero ad uscire è stata una scoperta fenomenale. Non lo dico io, ma tutti gli specialisti che lavorano con queste ed altre persone con cui ho scritto canzoni.

Scrivere una canzone: un’attività per tanti contesti

La scrittura delle canzoni è una attività di musicoterapia e di pedagogia musicale che ho svolto in tantissimi contesti: asilo nido, scuola d’infanzia, scuola primaria e secondaria inferiore. Ho scritto canzoni in casa di riposo, alla scuola speciale Dosso Verde con i ragazzi con autismo e con disturbo della condotta. Ho portato la scrittura di canzoni anche nel reparto di oncoematologia pediatrica del San Matteo di Pavia. Infine, ho fatto scrivere canzoni negli incontri di formazione con gli adulti. Ho scritto. In realtà io non ho scritto un bel niente. Ho sempre aiutato a far scrivere gli altri, ma di mio io ci ho messo ben poco. Un po’ di metrica, qualche consiglio, tanto ascolto. Di tutte le canzoni scritte in questi anni (e sono davvero davvero tante) io di mio ho scritto solo 1 strofa, una volta.

Come sia possibile riuscire a fare la stessa attività in tanti contesti differenti? Tutti noi abbiamo qualcosa da dire, e tanta voglia di essere ascoltati. Riuscire a vedere la propria emozione, spesso la propria sofferenza, messa su carta e resa qualcosa di bello, è un processo catartico che ha qualcosa di magico. Porta quella sensazione fuori da se, la rende visibile, qualcosa su cui ci si può lavorare per renderla migliore.

Basta il pensiero?

Quando si suona dal vivo con chi ha scritto la canzone, l’emozione fa il 70% della bellezza della canzone. E’ difficile rendere a freddo, in una registrazione, la bellezza della relazione, dell’emozione. In una registrazione arriva prima di tutto la qualità del suono, l’intonazione, la perfezione dell’esecuzione. Tutte cose che io non conosco. Non sono un Musicista professionista. Neanche amatoriale. Non sono un Musicista. Sono uno che usa la musica per altri scopi. Lo scopo del lavoro sulla scrittura delle canzoni è di far star bene chi le ha scritte.

Però. C’è un però. Tante volte, chi ha sentito le canzoni che abbiamo scritto, in tanti contesti, mi ha detto che le canzoni sono belle e che meriterebbero di essere presentate al pubblico. Tante volte ho pensato (e lo penso tuttora) di non essere in grado di fare io da solo questo lavoro, perché con i miei potenti mezzi, tecnici e vocali, non posso certo produrre niente all’altezza di essere definito un disco. Ho provato negli anni a “passare” il materiale a diverse persone, ma negli ultimi tempi ho maturato la convinzione che di questo progetto si debba arrivare ad una rappresentazione vera, fatta dalle persone che hanno vissuto questo progetto in questi anni (anche se molte sono andate e altre sono arrivate).

Canzoni per riflettere

Quindi, ho deciso che piano piano inizierò a pubblicare le canzoni sul mio canale youtube, cantate da me o da chi le ha scritte, o ancora, auspicabilmente, da chi avrà voglia di cantarle e suonarle, magari anche reinterpretandole. E chissenefrega se stilisticamente non saranno perfette. Lo scopo non è quello. Con queste canzoni voglio e vogliamo mandare dei messaggi, che speriamo vi arrivino al di là della relativa qualità del prodotto in se. Stay tuned!

Un nostro vecchio concerto…

Scrivere una canzone