i Too Cool, il mio primo gruppo | Maestro Egi

Oggi vi racconto la storia dei Too Cool, il primo gruppo in cui ho suonato. Nei primissimi anni 2000 frequentavo con gran piacere il liceo scientifico “Copernico”. Nel frattempo continuavo il mio studio del sassofono, sempre con scarsi risultati. Quell’anno avevo avuto in prestito dal Vittadini il Sax Baritono, una specie di mostro enorme, forse troppo grande per un ragazzino della mia età. Al Copernico il pomeriggio c’erano delle attività, sportive e culturali, organizzate e promosse da professori illuminati. Corse voce che si stesse provando a formare un gruppo di mambo del liceo. L’allora prof. Depaoli fece girare una circolare che invitava chi fosse interessato a trovarsi il tal giorno nella tal aula. Io andai, col mio sax, a vedere che aria tirasse. Una decina di persone, con strumenti diversi, a fare sostanzialmente casino.

Il gruppo di mambo naufragò abbastanza presto, non prima però di coniarne il nome: mambo liceo cop.

Dalle ceneri calde di quella esperienza prese vita però un’altra idea. Un gruppo ska, reggae, rocksteady: i Too Cool. Io non vi partecipai subito, ma dopo poco tempo venni nuovamente tirato in mezzo e iniziai ad andare alle prove.

Too Cool

10 musicisti !? I Too Cool

I Too Cool erano un gruppone. Siamo stati anche in 10. Batterista, cantante, 2 chitarristi, tastierista, bassista, 2 fiati, percussionista, effetti. Ma anche in molti meno… l’importante era suonare. La formazione: il Pupo de Lux alla batteria, Diego vox alla voce, Toldo e Simene e poi Toldo e il Salo alla chitarra, Il Guazzo e poi Toro alle tastiere, Io, Lion Egi e Pilo ai sax, il Fafo alle percussioni e Simo agli effetti.

Nessuno di noi era veramente bravo, da solo. Però insieme spaccavamo. Davvero. Una specie di magia, sempre apprezzata dal pubblico. Abbiamo fatto tanti concerti, un centinaio, in molti suonando con i gruppi di riferimento del nostro genere musicale: punkreas, le radici nel cemento, gli africa unite, gli statuto, i 400 colpi, la gang. Una volta abbiamo suonato davanti a qualche migliaio di persone per RadioPopolare all’ex OP Paolo Pini. Abbiamo suonato in carcere e al teatro Fraschini. Ma il concerto che ricordo con più piacere è stato una volta in aula del ‘400. Abbiamo dovuto interrompere il concerto e scendere dal palco perchè la gente era impazzita e stava facendo troppo casino. Per un musicista…è una bella soddisfazione!

Le prove in saletta

Le prove le facevamo da Fish, il bassista. Luca, Fish, aveva un garage in zona via Aselli. Era un pezzo artistico già solo quello. Interamente ricoperta da cartoni delle uova, un divano, una batteria. Non avevamo niente, ma avevamo tutto. Suonavamo due volte a settimana, quando eravamo in buona. Una volta, quando eravamo in così così. Non suonavamo per niente, tante volte. Non eravamo esattamente un gruppo regolare, anzi. L’irregolarità era abbastanza la norma.

Pilo

Pilo era il mio compagno di reparto. Genio e sregolatezza. Non ricordo più quante volte a 1 secondo dall’inizio del pezzo mi chiedeva come cominciasse. Però quando doveva improvvisare, era un fenomeno. Io invece ero il mulo. Non sbagliavo mai. Ero una macchina. Però sull’improvvisazione ero carente. Insieme eravamo perfetti. La vera rappresentazione de “l’unione fa la forza”.

Il Rino

Il Rino era il furgoncino del Fafo. Era un piccolo furgoncino stile hippy. Tutto colorato fuori e dentro. Il volante aveva il pelo. Non superava i 90 km/h per scelta personale. In autostrada le auto ci affiancavano e ci suonavano, quasi tutti per salutarci. Era bellissimo, così come bellissimo era andare a fare le trasferte. Caricare gli strumenti, fare qualche ora di macchina, scaricare, suonare, ricaricare e tornare. Oggi mi stancherei solo a pensarci. Allora mi sembrava il massimo, e forse lo era! Siamo stati in Liguria, in Toscana, in Lombardia da tante parti. Forse una volta siamo andati anche in Svizzera, ma forse mi confondo. Era bello prendere e andare.

Le registrazioni dei Too Cool

I Too Cool hanno registrato qualche pezzo occasionalmente, una volta un demo con 5 pezzi, grazie a Carlozucchino (nome e cognome fusi insieme, non è un errore). Uniche testimonianze di un’epoca non lontana, ma non ancora social e videoregistrata come oggi. I video che ho ve li carico. Sono sicuro che per qualcuno saranno un tuffo al cuore.

Questa sera | i Too Cool
Roll it | Too Cool
A message to you Rudy | Too Cool
Gangster | Too Cool
Cool vacation | Too Cool

Ascesa e tramonto di un piccolo mito

In quegli anni lo ska, il reggae e il rocksteady conoscevano una seconda giovinezza. Altro che trap. Noi cavalcammo l’onda (anche se va detto a nostro merito di esserci saliti un pelino prima) e nel nostro molto piccolo contribuimmo a pomparla. A Pavia sicuramente. Per qualche anno fummo sulla breccia e non mancava sabato che non si fosse a suonare da qualche parte, per due lire, due birre e a volte neanche quelle. Però ci piaceva così. Il gruppo finì nel giro di qualche anno. Qualcuno andò via a studiare, qualcuno non stette troppo bene, ognuno aveva le proprie cose da fare e, come già detto, troppo organizzati non lo si era. E allora anche il gruppo si sciolse.

Cosa ho imparato dai Too Cool

I Too Cool mi hanno insegnato molte cose. Due su tutte.

La prima è che insieme agli altri possiamo fare cose che da soli non ci potremmo neanche immaginare, e che la musica aiuta molto a capire questo concetto. L’ho detto e lo ripeto. Nessuno di noi era bravo per davvero preso singolarmente. Alcuni di noi presi singolarmente facevano anche quasi pena a livello musicale (e io mi collocavo ahimè nella parte bassa della classifica :D). Però insieme era tutta un’altra storia, e anche io che facevo una parte tutto sommato secondaria, godevo molto nel far parte della squadra.

La seconda cosa che mi ha insegnato è che suonare insieme è bello. Che la musica è una magia, un’alchimia e che quando tutto gira bene ti sembra di volare, di entrare in una dimensione parallela fatta di colori e forme che si muovono. E’ la musica in 4D. Non lo so spiegare, ma nella mia testa funzionava così. Tante volte chiudevo gli occhi e suonavo guardando un film tutto dentro la mia testa, pieno di luci e di colori che si muovevano. Questo era il mio spartito.

La musica è bella e farla insieme è ancora più bello. Vi sembra un concetto banale? Lo è, e spero che così arrivi forte e chiaro a tutti!